I miei approcci teorici alla psicoterapia

Non parto da una tecnica, ma dalla persona. Il primo colloquio serve a capire la richiesta, la storia, gli obiettivi e quale tipo di lavoro può essere più utile: cognitivo, emotivo, corporeo, relazionale o centrato sul trauma.

La psicoterapia efficace non è l’applicazione di un protocollo standard. È un processo costruito sulla persona, sulla sua storia e sugli obiettivi che porta in seduta.

Nel corso della formazione ho approfondito orientamenti teorici distinti — CBT, Schema Therapy, EMDR, IFS, Mindfulness, Ipnosi clinica — con l’obiettivo di disporre di strumenti clinici sufficientemente articolati da rispondere a presentazioni diverse. La scelta dell’approccio, o della loro integrazione, può avvenire anche sulla base di una valutazione condivisa con il paziente.

CBT — Cognitive Behavioral Therapy

La CBT rappresenta il riferimento metodologico principale del mio lavoro clinico. È l’orientamento con il corpus di ricerca più esteso in termini di efficacia documentata su disturbi d’ansia, depressione, disturbi del comportamento alimentare, disturbi ossessivo-compulsivi e numerose altre presentazioni.

Sul piano tecnico, l’approccio lavora sull’identificazione e la ristrutturazione dei pensieri automatici disfunzionali, sull’analisi dei comportamenti di evitamento e sulla costruzione di strategie di fronteggiamento più adattive. È un metodo orientato al presente, con obiettivi espliciti e misurabili, che consente al paziente di monitorare attivamente i propri progressi nel corso del trattamento.

Schema Therapy

Quando la presentazione clinica include difficoltà relazionali ricorrenti, pattern emotivi rigidi o un senso cronico di inadeguatezza non responsivo agli interventi di prima linea, integro la Schema Therapy. Si tratta di un approccio di terza generazione che combina elementi cognitivo-comportamentali, psicodinamici ed esperienziali per lavorare sui modelli disfunzionali profondi — gli “schemi” — formatisi nelle esperienze precoci e mantenutisi nel tempo.

L’utilizzo di strumenti standardizzati nella fase di assessment consente di orientare il lavoro in modo rapido ed efficiente, riducendo i tempi di formulazione del caso.

EMDR — Eye Movement Desensitization and Reprocessing

Per le presentazioni in cui il trauma — singolo o complesso — è un elemento centrale del quadro clinico, utilizzo l’EMDR. È il trattamento tra gli interventi evidence-based raccomandati per il PTSD, riconosciuto dall’OMS e dall’APA tra gli interventi di prima scelta.

Il meccanismo d’azione lavora sui processi di elaborazione mnestica dell’esperienza traumatica attraverso la stimolazione sensoriale bilaterale, favorendo l’integrazione di materiale che il sistema nervoso non ha potuto elaborare in modo adattivo al momento dell’evento.

IFS — Internal Family Systems

In presenza di conflitti interni marcati, dissociazione funzionale o difficoltà nell’accesso emotivo, integro elementi della terapia dei sistemi familiari interni. L’IFS concettualizza la mente come un sistema di parti con funzioni distinte — alcune protettive, altre portatrici di carico emotivo — e lavora sul ripristino di una relazione coerente tra di esse attraverso l’accesso alla componente del Sé.

Mindfulness e regolazione emotiva

La mindfulness è integrata trasversalmente nei percorsi che includono difficoltà nella regolazione emotiva, ruminazione, iperattivazione del sistema nervoso autonomo o scarsa tolleranza alla distress. Non viene proposta come pratica autonoma, ma come componente tecnica all’interno di un intervento strutturato.

Ipnosi clinica

L’ipnosi clinica è utilizzata in contesti specifici — gestione del dolore, blocchi emotivi persistenti, fobie, preparazione a procedure mediche — come strumento complementare all’interno di un percorso terapeutico più ampio. L’approccio è quello ericksoniano, orientato alle risorse del paziente.

Valutazione e impostazione del percorso

Il primo colloquio ha funzione diagnostica e orientativa. Sulla base della presentazione clinica, della storia del paziente e degli obiettivi terapeutici viene concordata l’impostazione del lavoro — approccio, frequenza, durata stimata e strumenti di valutazione. La trasparenza sul metodo è parte integrante del contratto terapeutico.

Inizia da qui

Il primo colloquio è un momento di orientamento: serve a comprendere la richiesta, definire il possibile percorso e valutare se il mio approccio è adatto a te.

Per prenotare un colloquio: