Nel lavoro terapeutico mi capita spesso di osservare un cambiamento significativo quando una persona comincia a occuparsi delle proprie finanze. Guardare le entrate, le spese, il risparmio e la pensione può far emergere qualcosa che, in alcuni casi, è meno evidente: l’idea di una versione futura di sé, della quale prendersi cura e occuparsi.
Quella persona avrà bisogni, desideri e limiti. Potrebbe voler lavorare meno, avere più tempo a disposizione o aver bisogno di risorse per affrontare le difficoltà. Risorse economiche, ma anche competenze e capacità che richiedono tempo per essere costruite.
Le scelte di oggi contribuiscono a creare le possibilità che avremo nel futuro. Occuparsi del denaro, come dello studio, può diventare in questo senso un modo concreto per sviluppare un rapporto con il proprio futuro.
Le conoscenze che ci mancano
In Italia le competenze finanziarie degli adulti rimangono basse. Nell’indagine della Banca d’Italia del 2023, il punteggio medio di alfabetizzazione finanziaria era di 10,7 su 20. Anche il rapporto economico OCSE sull’Italia del 2026 richiama questo ritardo rispetto agli altri paesi partecipanti al confronto.
Comprendere interessi, inflazione, rischi e commissioni aiuta a valutare le proposte ricevute. Quando queste conoscenze mancano, è più difficile riconoscere prodotti poco convenienti e confrontarli con alternative più adatte. La fiducia nella propria banca ha quindi bisogno di informazioni comprensibili e verificabili.
Chi propone un investimento può avere anche un interesse commerciale nella sua vendita. Nel rapporto ESMA del 2025, la distribuzione rappresentava il 48% dei costi complessivi dei fondi UCITS esaminati. Questo dato europeo mostra quanto possa incidere il modo in cui i prodotti arrivano al risparmiatore.
Il tempo cambia il valore delle nostre scelte
Uno dei concetti fondamentali dell’educazione finanziaria è l’effetto compounding, o interesse composto, o capitalizzazione composta. Quando i rendimenti vengono reinvestiti, possono generare a loro volta altri rendimenti. Nel tempo, la crescita riguarda quindi anche ciò che il capitale ha già prodotto.
Immaginiamo, per semplicità, 10.000 euro che crescano del 5% ogni anno. Dopo il primo anno diventano 10.500 euro. L’anno successivo il rendimento viene calcolato su 10.500 euro: il risultato è 11.025 euro. Proseguendo per trent’anni, senza ulteriori versamenti, si arriverebbe a circa 43.200 euro.
Nel simulatore puoi cambiare il capitale iniziale, il rendimento e la durata. Puoi anche aggiungere un PAC, un piano di accumulo con versamenti mensili, e osservare come i costi modificano il risultato.
Le scelte di oggi, nel tempo
Modifica le caselle o usa le frecce dei campi numerici. Il confronto si aggiorna automaticamente.
In almeno un mese il capitale non basta a coprire l’intero costo fisso. Il simulatore lo ferma a zero e applica solo i costi coperti dalle risorse disponibili; eventuali costi da pagare con denaro esterno non sono rappresentati.
Vedi i valori anno per anno
| Anno | Versato | Senza costi | Con costi | Differenza |
|---|
Come viene calcolato l’esempio
Il rendimento inserito è un tasso annuo effettivo costante. Il calcolo procede mese per mese: il fattore mensile senza costi è (1 + rendimento annuo)1/12. Per rappresentare il TER in modo semplificato, si sottrae la sua percentuale al rendimento annuo e si converte il risultato in un fattore mensile. Per esempio: 5% lordo meno 2% di TER equivale, nel modello, al 3% annuo dopo il TER.
Il PAC viene aggiunto a fine mese; subito dopo si sottrae il costo fisso mensile, entro il capitale disponibile. Non si considerano imposte, inflazione, altri costi, sospensioni del PAC o variazioni dei rendimenti. Il TER non esaurisce necessariamente tutti i costi reali di un investimento. Se un rendimento è già al netto del TER, sottrarlo nuovamente significherebbe conteggiarlo due volte.
È un esempio matematico con un rendimento costante ipotetico. Il confronto di base è calcolato prima di imposte, costi e inflazione; la seconda simulazione sottrae soltanto i costi inseriti. Non rispecchia l’andamento reale del mercato, molto più irregolare e oscillante, con possibili perdite, ma dà un’idea del processo sottostante.
Anche i costi hanno conseguenze cumulative. Se, nello stesso esempio, il rendimento effettivo annuo scendesse dal 5% al 3%, il capitale finale sarebbe di circa 24.300 euro. Due punti percentuali all’anno produrrebbero una differenza di quasi 19.000 euro.
Il costo di un prodotto, quindi, riguarda anche la crescita futura alla quale rinunciamo sulle somme prelevate dalle commissioni. La Banca d’Italia illustra proprio questo effetto nei suoi materiali di educazione finanziaria.
Su YouTube spopolano content creator con canali di educazione finanziaria. Tra i più seguiti e conosciuti ci sono Paolo Coletti, Mr. RIP e Pietro Michelangeli. Paolo Coletti ha insegnato per anni all’Università di Bolzano ed è noto per il corso «Educati e Finanziati». Mr. RIP, ex ingegnere informatico di Google, racconta il proprio percorso verso l’indipendenza finanziaria. Pietro Michelangeli ha cominciato a pubblicare video su investimenti e risparmio mentre studiava economia all’università e oggi si dedica a tempo pieno alla divulgazione.
Quando il sé futuro diventa qualcuno di cui occuparsi
Il tempo finanziario incontra qui quello psicologico.
Possiamo sapere che un giorno invecchieremo e, contemporaneamente, sentire quella prospettiva come qualcosa di lontano, quasi estraneo. Il desiderio presente è immediato; il bisogno futuro rimane astratto. Rinunciare a una gratificazione può allora sembrare una perdita senza un destinatario riconoscibile.
Gli studi di Hal Hershfield e collaboratori hanno esplorato questo rapporto. In una serie di esperimenti, rendere più concreta l’immagine del proprio sé anziano attraverso rappresentazioni digitali favoriva scelte economiche maggiormente orientate al futuro. Questi risultati sostengono l’importanza del legame con chi saremo, pur senza dimostrare che immaginarsi anziani basti a cambiare stabilmente la propria gestione economica.
Nella mia esperienza clinica, cominciare a ragionare sulla pensione o sulla propria autonomia economica può rendere quel legame più tangibile. La domanda «Che cosa desidero adesso?» comincia ad affiancarsi a un’altra: «Di che cosa potrei avere bisogno tra dieci, venti o trent’anni?».
Risparmiare può diventare un modo per lasciare risorse, tempo e possibilità a quella persona. Anche una scelta piccola acquista un significato diverso quando riusciamo a riconoscere chi ne beneficerà.
Questo non rende ogni spesa impulsiva il segno di un’incapacità di pensare al futuro. Redditi insufficienti, imprevisti, carichi familiari e condizioni di vita possono ridurre concretamente il margine di scelta.
Dare una forma alla preoccupazione
Conoscere la propria situazione economica può anche aiutare ad affrontare la componente dell’ansia alimentata dall’incertezza.
«Non so come farò» è una preoccupazione molto ampia. Ricostruire entrate, spese, debiti, riserve e prospettive pensionistiche permette di distinguere i problemi presenti dagli scenari temuti, e di individuare gli aspetti sui quali possiamo intervenire.
All’inizio guardare i numeri può essere scomodo. Può far emergere difficoltà che avevamo evitato. La conoscenza, però, offre una base per decidere: capire quali impegni sono sostenibili, quali informazioni mancano e quando chiedere un aiuto competente.
La pianificazione può sostenere il senso di capacità personale. Non elimina la precarietà reale e non garantisce la scomparsa dell’ansia, ma può rendere più circoscritto ciò che prima appariva indistinto.
Fare spazio al futuro senza perdere il presente
Anche l’attenzione al domani può diventare rigida. Possiamo accumulare senza riuscire mai a utilizzare ciò che abbiamo, rimandando continuamente riposo, esperienze e relazioni.
Prendersi cura del sé futuro richiede quindi un equilibrio. La persona di oggi ha bisogni legittimi, così come quella di domani. Una gestione consapevole del denaro cerca di dare spazio a entrambe.
L’educazione finanziaria può aiutarci a comprendere le conseguenze delle nostre decisioni. La riflessione psicologica può aiutarci a riconoscere i bisogni e le emozioni che le orientano.
Insieme, possono rendere più concreta una domanda: quale vita sto contribuendo a costruire, per me, attraverso le scelte che faccio oggi?
Riferimenti
- Banca d’Italia (2023). Indagini sull’alfabetizzazione finanziaria e le competenze di finanza digitale in Italia: adulti.
- OCSE (2026). OECD Economic Surveys: Italy 2026, capitolo 4.
- ESMA (2025). Report on total costs of investing in UCITS and AIFs: sintesi dei risultati.
- Banca d’Italia (2023). La magia dell’interesse composto.
- Banca d’Italia (2023). Parliamo di investimenti. C’è fondo e fondo…
- Hershfield, H. E., Goldstein, D. G., Sharpe, W. F., Fox, J., Yeykelis, L., Carstensen, L. L. e Bailenson, J. N. (2011). Increasing Saving Behavior Through Age-Progressed Renderings of the Future Self. Journal of Marketing Research, 48, S23–S37.
- Borsa Italiana. Legenda ETF: commissioni totali annue (TER).
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